Wednesday, March 8, 2006

Rien Ne Vas Plus

Dormire fu dura. I miei pensieri continuavano a danzare proiettandomi addosso sogni e speranze su un telone di dubbi e preoccupazioni. Mi svegliai e dissi a mia madre che lunedì mattina sarei partito. La giornata era splendida e controllai le previsioni meteo: brutto ovunque. Avrei dovuto avvertire di questa mia iniziativa conoscenti e amici? Mi risposi di sì e mandai ad ognuno la medesima email:

Il Viaggio, Chi si ferma….deve fare pipì.

Amici,
questa email e’ identica per tutti voi. Sto per partire, e spero che avro’ la benedizione metereologica. La voglia di viaggiare, di scoprire e conoscere che era tanto cara a Dante per far fare la fine del sorcio a “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza” Ulisse, mi ha preso in ostaggio. Ieri mattina, quella che Enzo Baldoni descriveva come una malattia, mi ha contagiato all’improvviso, cogliendomi alla sprovvista mentre ero in bagno. La voglia di partire! Ora voi starete pensando che e’ facile prendere e partire… Forse lo sara’ per voi ma non lo e’ per me. Io sono sempre stato abbastanza metodico nelle scelte: bisognava ponderare ponderare e ancora ponderare, cercare di valutare il budjet, il tempo di viaggio, le variabili metereologiche, il traffico, gli eventi…. e alla fine rimanevo dov’ero. Non ho viaggiato moltissimo negli ultimi anni, prevalentemente brevi spostamenti che comunque mantenevano vivo il virus. Quest’avventura che sto per intraprendere l’avevo pensata per questo periodo, e originariamente doveva essere condivisa con un’altra persona per celebrare un anniversario che non e’ mai arrivato. La mia filosofia di vita mi fa vedere l’esistenza come un viaggio, quindi se in questo momento devo viaggiare in solitaria come Giovanni Soldini negli oceani..così sia. Approfitto di questo periodo di transizione tra I e II semestre universitario per prendermi 10 giorni e viaggiare come non avevo mai fatto prima. Attraversero’ Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche e se possibile saliro’ fino in Veneto. Fino ad ora la distanza totale da me percorsa in macchina in un giorno sono stati quasi 400 chilometri. Senza fretta mi fermero’ per visitare le bellezze di un Paese che non ho mai scoperto abbastanza. L’unica catena che mi limita e’ la rete Autostradale, non mi allontanero’ mai troppo dai caselli. Non ho idea di cosa mi aspetti, di cosa vedro’ e di chi incontrero’, intanto portero’ voi nel cuore e nella mente, cosi’ riuscirò a non sentirmi solo quando la macchina fotografica, la radio o i cd non saranno abbastanza per tenermi compagnia. Conto di percorrere piu’ di 2400 chilometri e saranno rare le occasioni per me di connettermi a internet. E’ possibile che il mio cellulare si scarichi nel tragitto, o che non possa rispondere perche’ sto guidando: voi scrivetemi pure le mail, o gli sms o chiamatemi, cerchero’ di rispondere o di richiamarvi. Insomma una mail che doveva solamente avvertirvi che non ci saro’ per qualche giorno e che avrebbe dovuto comunicarvi il mio dispiacere nel non poter rispondere celermente come e’ mio costume, si e’ trasformata in un papiro. Come ho scritto una volta: “Siamo uomini di sabbia che corrono controvento.”

Vi abbraccio tutti.

Aloha!

A Pranzo palesai anche a mio padre la mia decisione. Di rimando mi disse che non lo avrei fatto star tranquillo, mia madre invece si alterò non poco. Nel pomeriggio incontrai Mattia il quale mi accompagnò in giro a dare o ridare prestiti, tra cui il libro di Troisi “Il mondo intero proprio” ad Antonella e Fabio - il quale ne approfittò per invitarmi la sera stessa- e i cd di Alice a Michele con una versione stampata della mail. Ottenute le benedizioni del mio fratello maggiore e congedato Mattia apparve sulla soglia Andrea il quale mi seguì nel cercare di capire dove andare e cosa vedere. Insomma, nessuno pensava che il mio fosse un progetto stupido o inutile o uno spreco di denaro. Salutato anche Andrea andai come da programma da Fabio, e lì conobbi il babbo di Antonella e la collaboratrice marocchina che aiutava i miei amici all’agriturismo. Poi successe qualcosa di incredibile. Con un passivo degno della miglior schiappa del peso di 1 vittoria contro almeno 35 sconfitte, forse galvanizzato dall’imminente viaggio battei Fabio 2 volte consecutive. Per il campione in carica fu un vero shock. Mi venne ricordato che a una grande fortuna segue sempre una grande sfiga, ma ovviamente io gia’ viaggiavo a due palmi dal suolo. Ottenute ulteriori benedizioni tornai a casa dove mia madre stava seguendo la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali a Torino. La tensione non era tanta ma era abbastanza per essere percepita. Di mio non dissi nulla che avrebbe potuto far esplodere la mia progenitrice. Mi venne in mente il film Sideways che avevo visto qualche sera prima, forse il mio inconscio era stato contagiato dal messaggio del film? Beh non avevo voglia di vino e non dovevo sposarmi pero’ ero in macero sentimentale per una donna. Questi pensieri mi accompagnarono tra le braccia di Morfeo, verso quella che sarebbe stata una fredda notte tormentata dai pensieri di un viaggiatore inquieto che non ha idea di cosa lo attende.

Posted by StefsTM at 11:45:30
Comments

2 Responses to “Rien Ne Vas Plus”

  1. Anna says:

    Svelami l’arcano, perchè il blog è anacronistico? più racconti i giorni di viaggio più il tempo va indietro…

  2. StefsTM says:

    Arcano svelato: il tempo va indietro perchè in questo modo il blog mette a schermo il tutto in ordine leggibile dall’alto verso il basso.

    Aloha!

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