Monday, January 2, 2006

Verso Capo Sud

Mi svegliai incredibilmente presto, l’orologio segnava le 5:20. Avevo ancora un pò di mal di testa così decisi di farmi un trattamento Reiki abbastanza veloce. Cominciai a prepararmi e salutai nonna, la quale ad ogni mio grazie rispose con una versione edulcorata di “Sì, grazie al c…o”. Io ero contento di averla rivista e lei era contenta che io fossi passato a trovarla, e questo mi fece lasciare Statte a cuor leggero. Feci il pieno e dopo qualche Km inevitabilmente inforcai lo svincolo sbagliato a causa di tutte le insegne scazzate. Mi fermai ad una stazione di servizio dove scroprii dopo un paio di domande che mi stavo dirigendo verso… Reggio Calabria! O_O Non avevo idea di quanto fosse distante Gallipoli, tutti me ne parlavano come se fosse agli antipodi del mondo conosciuto. Mi diressi finalmente verso Manduria lungo una strada statale sicuro incubo estivo per centinaia di famiglie: al pari della ss 9 conosciuta come via emilia, questa strada attraversava tutti in paesi tagliandoli in due, con strettoie, semafori e cose simili. Raggiunsi Manduria verso le 7 del mattino, conoscendo di questa città soltanto l’ottimo vino (il Primitivo di Manduria è un vino eccellente!) decisi di informarmi prima di proseguire oltre. La pioggia mi aveva soltanto impiastricciato il parabrezza e l’acqua per i tergicristalli era finita. In una Manduria deserta raggiunsi la minuscola stazione ferroviaria dove una ragazza con un piumino bianco stava leggendo un libro. Svuotata la bottiglia da 2.5 litri che custodivo per questo genere di emergenze (no, non bagnare le ragazze pugliesi) le chiesi se a Manduria ci fosse qualcosa di interessante da vedere. Lei mi rispose che la città aveva molto da offrire ai turisti tra cui la Chiesa Madre e le mura messapiche. Ringraziata la donzella mi addentrai in un dedalo di vie e viuzze ma orbo di una mappa o filo di arianna mi persi quasi subito. Fermai l’auto davanti a un bar e sporgendomi dal finestrino chiesi lumi a un ragazzo che sostava lì davanti. Dopo avermi dato qualche dritta lo vidi entrare nel locale. Era mattina e il mio stomaco chiedeva qualcosa con cui potesse evitare di autodigersi così colsi l’occasione e decisi di entrare nel bar e offrire la colazione al mio informatore e al mio stomaco. Entrato in questo locale, il B@rnet mi accorsi che il mio informatore era in realtà….il gestore del locale assieme a un altro ragazzo, così mi rassegnai a consumare da solo un latte freddo e una pasta alla crema. Spiegai ai due la mia situazione di viandante “laureando” e loro mi dissero che per informazioni più dettagliate avrei dovuto recarmi alla pro-loco che però avrebbe aperto i battenti alle 9-9:30. Mi rassegnai a girare senza informazioni, non potevo attendere tutte quelle ore, non sarei mai arrivato alla lontanissima Gallipoli. Mentre mi sorbisco il mio latte attaccando l’ottimo cornetto il mio informatore mi disse: “Potresti chiedere a lui” e mi indicò un signore con i capelli brizzolati che mi squadrò un attimo. L’informatore si mise a parlottare con il brizzolato il quale mi rivolse un paio di domande sul perchè mi trovassi a Manduria e cosa mi interessasse. Esposta la mia ricerca delle “Variazioni Antropologiche e Architettoniche etc.etc.” si voltò e mi pagò la colazione. Ai miei “Grazie ma..” mi venne risposto “Non si preoccupi, lei è ospite di Manduria”. La giornata iniziava bene, ma ancora non capivo chi fosse costui… mi disse che mi avrebbe fatto strada verso la pro-loco. Salutai i ragazzi del bar e seguii il brizzolato assieme a un altro signore. Manduria si stava svegliando e le strade cominciavano ad essere trafficate con le fermate dei bus affollate da studenti chini sul peso dei loro zaini. Ci fermammo in una piazzola e lì scroprii quello che non avrei mai potuto sospettare: la mia buona stella mia aveva fatto incontrare i curatori della pro-loco! Ed essi aprivano a me, giovane viaggiatore, il loro ufficio per indirizzarmi e istruirmi al meglio durante la mia breve visita a Manduria. I signori Giuseppe Piccinni e Giovanni Belle furono gentilissimi e al parì di due danteschi virgilii mi dettero le nozioni per non perdere la retta via e scoprire quanto la città avesse da offrire. La mole di informazioni che ottenni fu enorme. Mi inchinai alla loro cortesia e disponibilità che mi aveva acceso il cuore, e il Sig. Giuseppe mi salutò con la stessa formula con cui mi aveva offerto la colazione: “Lei è ospite di Manduria”. Quanta fortuna! Avevo ottenuto in poco tempo un sacco di informazioni dettagliate per meglio scoprire la città ed avevo anche approfittato di una colazione gratuita. Dalla piazza principale con un singolare monumento ai caduti mi spostai a piedi e visitai il Palazzo Imperiale, la Chiesa Madre, il Ghetto Ebraico e “La Passione” un’opera a cielo aperto con il un Cristo scolpito. Il tempo passava e dovetti fare rapidamente rotta verso le mura messapiche…prima di raggiungerle mi persi altre due volte grazie alle indicazioni vanesie. Lungo la strada un cartello mi stupì a tal punto che dovetti fotografarlo: ZONA DI MONITORAGGIO DA INFLUENZA AVIARIA. Sfortunatamente il parco archeologico era chiuso così mi rimisi in marcia verso Gallipoli. Lungo un’ infinita strada rettilinea e semideserta incontrai alla mia sinistra un muro alto due metri con tanto di filo spinato che proseguì per almeno 8 Km. Non ho idea di cosa fosse, ma le facce degli uomini alla stazione di servizio mi dissuaderono dall’indagare. Seppi solo dopo qualche giorno che si trattava con molte probabilità di un terreno della Sacra Corona Unita, la criminalità organizzata pugliese. Avvistate le indicazioni per Porto San Cesareo mi venne un dubbio: “La statua dell’ Arcuri era stata inaugurata a Porto San Cesareo o Porto Empedocle?”. Decisi di indagare, dopotutto non ero troppo distante da Gallipoli. Arrivato in paese sotto un cielo che prometteva pioggia mi diressi al portoe inizia a girovagare. Il porto e il lungomare erano deserti ma nonostante il bruttotempo l’acqua aveva dei colori molto accesi. Senza dubbio questa località è una meraviglia d’estate. E senza dubbio alcuno la pro loco sarebbe stata aperta in un’altra stagione… feci una passeggiata sul lungomare, l’aria carica di salsedine mi fece uno strano effetto, come di nostalgia e impazienza per la primavera che avrebbe fatto strada all’estate. In una gelateria chiesi cosa ci fosse da vedere oltre la statua dell’ Arcuri e mi venne consigliato il museo. La statua era dove avrebbe dovuto essere secondo le indicazioni ma non secondo il buon gusto. Rimontato in auto e persa la strada per un paio di volte raggiunsi il museo di biologia marina. All’ interno un cortese signore mi spiegò che il tutto era curato dall’ Università di Lecce e mi sciorinò un paio di aneddoti sul come e sul quando fosse stato istituito. Il museo era ben organizzato e fu un piacere visitarlo in una ventina di minuti. Ringraziato e congedato il custode decisi di percorrere la strada litoranea anzichè la statale per giungere a Gallipoli. Fu una scelta fortunata. Durante il tragitto infatti incappai in una splendida spiaggia dalla sabbia molto chiara e in una scogliera che nulla aveva da invidiare a quelle scozzesi, questi paesaggi mi confermarono che questo viaggio non poteva essere una perdita di tempo, o nel caso lo fosse stato, da tempo non lo era più. In seguito attraversai un paese di cui non ricordo il nome ma che mi colpì per le sue enormi ville. Immaginate una serie di ville con diversi stili architettonici e giardini curati. Una di queste mi costrinse a fermarmi per fotografarla, era infatti decorata con motivi moreschi e arabeschi. Cercai di entrare chiedendo il permesso di fare delle foto ma mi venne concesso di fotografarla solo da fuori. La mattina era inoltrata e assieme ad essa il sole stava scostando le tendine di nubi, la mia giornata doveva continuare a splendere con esso. A Gallipoli.
Posted by StefsTM at 10:08:30
Comments

One Response to “Verso Capo Sud”

  1. davide says:

    Il recinto col filo spinato è solo la pista collaudi di Nardo’ della FIAT!!! La Sacra corona non c’entra niente!!!
    Porto Cesareo instead of Porto San Cesareo. ;)
    Torna presto!!
    D.
    P.S.: mi occupo di accoglienza turistica. Se ti trovi da queste parti o ci si trovano dei tuoi amici… siamo a vostra disposizione!!

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